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Lavoratore violento o rissoso sul lavoro, rischia il licenziamento?

Mentre eri al lavoro un collega ti ha apostrofato male, sono volate parole grosse e siete finiti alle mani. Cosa rischi ora?

Vediamolo insieme, ma soprattutto capiamo quali sono le norme che disciplinano la situazione.

E’ normale che nel corso del rapporto di lavoro si possano verificare situazioni di violazioni disciplinari più o meno gravi.

Tant’è che la legge n. 300/70 all’articolo 7 stabilisce proprio la procedura da seguire quando vengono ad esistenza situazioni disciplinari che necessitano di essere sistemate.

In particolare la suddetta legge disciplina come si contestano i comportamenti del lavoratore e quali sono i suoi diritti.

Infatti, nel momento in cui il datore di lavoro viene. A conoscenza di un comportamento del lavoratore, che ritiene sanzionabile, provvede immediatamente a fare la contestazione disciplinare per iscritto, concedendo al lavoratore un termine non inferiore a 5 giorni per presentare le proprie giustificazioni e/o ragioni. Il lavoratore può inoltre chiedere di essere sentito dal datore di lavoro personalmente, anche facendosi accompagnare da un rappresentante sindacale. Nel caso in cui il datore di lavoro non convocasse fisicamente il lavoratore che ne ha fatto richiesta e procedesse ugualmente, tutto il procedimento sanzionatorio sarebbe affetto da nullità.

Solo al termine dei 5 giorni, presentate o meno le giustificazioni, il datore di lavoro può procedere considerando valide le giustificazioni prodotte oppure irrogando una sanzione disciplinare.

Naturalmente, oltre che dalla legge 300 del 1970, ogni Contratto Collettivo nazionale Lavoro, CCNL contiene una sezione dedicata proprio alle violazioni disciplinari e al procedimento da seguire.

Quando parliamo di situazioni disciplinarmente rilevanti facciamo riferimento sia ai comportamenti indicati nel CCNL o nel regolamento aziendale ma anche a vere e proprie violazioni di legge o comunque della normale etica seguita.

Ad esempio non serve che le norme del CCNL o del Regolamento aziendale prevedano al loro interno che il lavoratore non può prendere a schiaffi un Collega o non può rubare e questo perché tali condotte hanno gia carattere antigiuridico e il lavoratore gia sa che non può comportarsi in violazioni di tali condotte.

Ma quali sono le sanzioni a carico del lavoratore indisciplinato?

  1. ammonizione verbale, ovvero contestazione verbale fatta dal datore di lavoro, del tipo “ Per questa volta passi, ma la prossima volta ti punirò severamente”!;
  2. Ammonizione scritta, ovvero una nota di biasimo scritta inserita nel fascicolo personale del dipendente;
  3. Multa sino a tre ore della normale retribuzione;
  4. Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni;
  5. Licenziamento.

Queste sono generalmente le sanzioni disciplinari poste in capo al lavoratore e, l’applicazione di una piuttosto che un’altra è dettata da due fattori:

  1. la gravita dell’infrazione;
  2. La recidiva.                                                                                         Per gravità si intende proprio la misura della violazione.

Arrivare ubriaco sul lavoro o scatenare una rissa con uno o più colleghi può comportare una sanzione fino al licenziamento. Questo dipenderà infatti anche dalla c.d. recidiva, cioè da quante volte negli ultimi due anni hai tenuto lo stesso comportamento e/o comportamenti simili. 

Vien da se che se sei un lavoratore che attacca spesso briga con i colleghi o arrivi spesso ubriaco sul posto di lavoro, lavorando male e/o rispondendo al tuo superiore non potrai stupirti se, alla seconda infrazione, il datore di lavoro dovesse decidere di licenziarti.

Un mito da sfatare è quello secondo cui alla terza infrazione scatta il licenziamento.

Non esiste un numero massimo di infrazioni che danno poi diritto al datore di lavoro di licenziarti. Puoi essere destinatario di dieci sanzioni disciplinari e mantenere il posto, ma puoi essere sorpreso una singola volta a rubare o a molestare sessualmente una collega per essere licenziato in tronco.

Una particolarità che pochi sanno è la destinazione delle somme addebitate al lavoratore a titolo di multa, ovvero questa somma non è trattenuta dal datore di lavoro ma viene da lui versata su un Fondo presso il Ministero del lavoro.

Infine, la sanzione disciplinare non può più essere considerata ai fini della recidiva quando siano decorsi 2 anni dalla sua applicazione.

Avv. Roberto Amati

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