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Lavoro notturno. Chi sono i lavoratori esentati?

Quando parliamo di lavoro notturno intendiamo quei lavoratori che svolgono le mansioni in un orario compreso tra le 24.00 e le 05.00 del mattino per almeno n. 3 ore giornaliere e per un numero di ore annuali non inferiori a n. 80.

Il lavoro notturno, però, data la gravosità che comporta non è adatto a tutti i lavoratori, ovvero la legge disciplina i casi in cui i lavoratori debbono astenersi completamente dal prestare le proprie energie lavorative in orario notturno e situazioni, invece, in cui i lavoratori, a cui sia richiesta la prestazione in orario notturno possono, legittimamente, rifiutare senza il pericolo di vedersi applicata una sanzione disciplinare da parte del datore di lavoro.

Ebbene, la legge precisa che devono astenersi dal lavoro notturno:

  1. le lavoratrici dall’inizio della gravidanza e fino ad un anno di età del figlio;
  2. I lavoratori che siano stati riconosciuti parzialmente idonei alla mansione da parte del medico aziendale dove la parziale inidoneità sia specificatamente quella da prestare in orario notturno.

Ci sono poi categorie di lavoratori per i quali non vige un divieto assoluto, ma a richiesta gli stessi possono rifiutarsi.

  1. Lavoratrice madre, o in alternativa il lavoratore padre con lei convivente genitori di un figlio di età inferiore ai 3 anni;
  2. Genitore unico affidatario del figlio che abbia una età inferiore ai 12 anni;
  3. Lavoratori che assistono una persona disabile ai sensi della Legge n. 104/1992;
  4. I minori.

In ogni caso, per tutti i lavoratori che prestano attività lavorativa in orario notturno spetta una maggiorazione oraria che non è disciplinata dalla legge, ma è il CCNL applicato al lavoratore che indica anche le maggiorazioni percentuali sulla normale paga oraria. Questo significa che due lavoratori che svolgono lo stesso orario notturno possono ricevere una diversa maggiorazione oraria perché svolgono mansioni in diversi settori merceologici e hanno diversi CCNL.

E bene precisare, inoltre, che a momento dell’assunzione del lavoratore che dovrà svolgere lavoro notturno l’orario dovrà essere indicato e questo a differenza di coloro che svolgono orario diurno dove il datore di lavoro non ha alcun obbligo di specificare l’esatto orario e/o i turni. Inoltre mentre il datore di lavoro ha ampia discrezionalità nel modificare l’orario di lavoro giornaliero diurno del dipendente, per quanto riguarda la modifica dell’orario notturno e/o la variazione di orario da diurno a notturno, questo deve sempre essere concordato con il lavoratore a pena di illegittimità della condotta datoriale che risulterebbe censurabile

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