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Licenziamento ritorsivo. Quando si verifica?

Durante il periodo di prova entrambe le parti possono recedere dal rapporto senza necessità di reali e/o motivate ragioni.

Ciò significa che se il lavoratore o il datore di lavoro per un qualsiasi motivo x non sono convinti di voler, effettivamente e realmente, portare avanti un determinato rapporto lavorativo, possono, senza alcun pregiudizio, rinunciare allo stesso prima che diventi definitivo e vincoli giuridicamente le parti con tutti i diritti e gli obblighi che ne scaturiscono.

Ma nel corso degli anni la giurisprudenza della Cassazione e anche dei Tribunali si è orientata nel voler considerare legit

tima l’interruzione da parte del datore di lavoro solo se questo ha effettivamente posto in grado il lavoratore di svolgere la prova, e di aver dato (o non dato) la dimostrazione di sapere o no svolgere le mansioni.

Seguendo questo orientamento è da ritenere illegittima l’interruzione del rapporto, da parte del datore di lavoro, allorché la prova si sia svolta nell’arco di soli pochi giorni.

Ulteriore conferma a questo indirizzo della Cassazione ci arriva da una sentenza del Tribunale lavoro di Como dell’ 11 novembre 2020, n. 216 – Est. Ortore; Ric. Ma.Ma;Res.Gu.T srl. 

Qui un lavoratore era stato assunto con un contratto a tempo indeterminato e periodo di prova di quattro mesi. Poco dopo l’inizio della prova il lavoratore si era ammalato e pertanto aveva comunicato al datore di lavoro la propria indisponibilità.

Il datore di lavoro, da parte sua, inviava al lavoratore una lettera contenente la volontà di interrompere il rapporto lavorativo stante il mancato superamento del periodo di prova.

Il lavoratore, considerando illegittimo il recesso impugnava il licenziamento, deducendo altresì che detto recesso era ritorsivo.

Il Giudice infatti ha ravvisato nella condotta datoriale una ritorsione, ovvero una punizione inflitta al lavoratore che si era permesso di ammalarsi durante la prova.

Ricorso del lavoratore accolto in quanto licenziamento discriminatorio e perciò nullo, con applicazione della tutela reale, ovvero reintegra e risarcimento danni.

Avv. Roberto Amati


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