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Mancato pagamento dello stipendio e risarcimento del danno.

Pause lavorative

Se Non ti pagano lo stipendio.

I casi in cui il datore di lavoro non paga lo stipendio, ovvero lo paga con estremo ritardo sono sempre più frequenti.

Occorre dire che normalmente la retribuzione deve essere pagata entro l’ultimo giorno del mese in cui si è resa la prestazione, ma nella prassi questo avviene nella data indicata dal CCNL adottato. I contratti collettivi, infatti, non solo indicano il termine perentorio (cioè obbligatorio) entro cui pagare la retribuzione del dipendente, ma il più delle volte stabiliscono anche il tasso di interesse, maggiore di quello legale, da applicare sulle somme dovute, e pagate in ritardo.

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Il mancato pagamento dello stipendio non espone il datore di lavoro a conseguenze penali, ma solo civili, nel senso che il lavoratore nel caso di un mancato pagamento non può denunciare penalmente il datore di lavoro, ma può agire in sede civile per ottenere il pagamento delle retribuzioni non pagate e per il risarcimento dei danni.

Ma quali sono i danni che potrebbero verificarsi in capo al lavoratore che non riceve i soldi della retribuzione?

Si pensi al lavoratore, unico percettore di reddito in famiglia, che in mancanza del pagamento della retribuzione per più mensilità si veda iscritto nella centrale rischi dei cattivi pagatori con conseguente blocco della carta di credito, chiusura dei finanziamento in corso, mancata erogazione di un mutuo ecc.

Questi sono potenzialmente i rischi a cui si trova esposto il lavoratore che non riceve lo stipendio nella data indicata e che, pertanto, non riesce a for fronte alle scadenze dei suoi debiti.

In questo caso, e come nella maggior parte dei casi in cui si chiede il risarcimento dei danni è chi chiede che deve provare, ai sensi dell’art. 2043 Cod. Civ., che è la condotta del datore di lavoro che ha causato il danno e l’entità dello stesso.

Ma cosa deve fare il lavoratore che da un giorno all’altro non riceve lo stipendio? La via più semplice e diretta è quella di parlare con il proprio datore di lavoro, al fine di capire cosa succede e i tempi del ritardo. Se questo colloquio non dovesse andare bene, nel senso che il lavoratore non dovesse ricevere risposte per lui soddisfacenti circa l’effettiva data di pagamento di quanto dovuto, potrà rivolgersi all’Ispettorato del lavoro territoriale denunciando la situazione chiedendone l’intervento.

Purtroppo però i tempi dell’Ispettorato sono abbastanza lunghi e dipendono anche dalla sede terrritoriale. Per un iter più veloce ci si può rivolgere al sindacato che attiverà il proprio legale ovvero ci si può rivolgere ad un avvocato di fiducia che, in primo luogo invierà una lettera pec al datore di lavoro intimandogli di pagare, entro e non oltre tre giorni, ovvero in mancanza si provvederà a richiedere in Tribunale lavoro un decreto ingiuntivo, cioè si chiederà che sia il Giudice del Lavoro a ordinare al datore di lavoro di pagare le somme dovute, entro e non oltre una determinata data. In mancanza del pagamento si potranno pignorare i beni del datore di lavoro.

Quali sono i tempi di un ricorso per decreto ingiuntivo? Anche qui dipende molto dal Tribunale e dal Giudice incaricato, e quindi possono essere 2/3 giorni come un mese per ottenere l’ingiunzione di pagamento da parte del Giudice.

Ovviamente, per chiedere al Giudice del lavoro un decreto ingiuntivo occorre che il credito vantato (lo stipendio) sia “certo, liquido ed esigibile” e questo fa si che possa essere chiesto solo in presenza di un regolare rapporto di lavoro, dove cioè esiste un contratto regolare e dove le somme a titolo di stipendio risultino documentate.

Nel caso in cui si trattasse di un rapporto di lavoro in “nero” però, il lavoratore non potrebbe chiedere al Giudice di emettere una ingiunzione di pagamento nei confronti del datore di lavoro, in quanto dovrebbe prima essere accertata l’esistenza del rapporto, cioè prima il lavoratore dovrebbe fare causa  al datore di lavoro per far accertare il rapporto di lavoro (assunto dal, con mansioni di, con orario dalle alle ecc.).

In definitiva, un lavoratore assunto in “nero”, a cui non pagano lo stipendio, ha davvero pochissime tutele e i tempi per il pagamento del dovuto non sono immediati.

Avv. Roberto Amati

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