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Quale CCNL deve utilizzare il datore di lavoro?

Diciamo subito che non esiste un obbligo in capo al datore di lavoro/imprenditore di dover utilizzare un CCNL al posto di un altro.

Solitamente si utilizza il CCNL che meglio si adegua al settore merceologico nel quale i lavoratori svolgono le mansioni, ovvero all’attività svolta dall’imprenditore.

L’obbligo di usare un determinato CCNL sussiste solo e soltanto se il datore di lavoro è iscritto ad una Associazione di categoria e, solo in questo caso, sarà obbligato ad utilizzare il CCNL della categoria a cui è iscritto.

Poiché attualmente sono registrati al Ministero del Lavoro circa ottocento diversi CCNL, molti dei quali c.d. “pirata” che mirano a togliere diritti ai lavoratori, l’altro limite che incombe sul datore di lavoro è quello di applicare, comunque, un CCNL che abbia al suo interno delle tabelle retributive che non siano in contrasto con l’art. 36 della Costituzione.

L’art. 36 dice, infatti, che la retribuzione del lavoratore deve essere proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato e deve comunque permettere al lavoratore di poter vivere una esistenza libera e dignitosa sia lui che la sua famiglia.

A questo proposito segnalo una importante pronuncia della Corte di Cassazione che con una decisione recente ha ritenuto valido l’operato di un Tribunale dove un Giudice ha disapplicato il CCNL Vigilanza privata – servizi fiduciari e le relative tabelle retributive ritenendole troppo basse e quindi in violazione dell’art. 36 Cost. Applicando invece al lavoratore, che si era rivolto al Tribunale, un diverso CCNL contenente tabelle retributive di importo maggiore (sentenza  r.g. n. 6125/2020 Tribunale lavoro Catania).

Dunque, chiarito l’aspetto relativo alla applicazione del CCNL in azienda ci si pone la domanda se sia possibile applicare, nella stessa azienda due o più CCNL diversi tra di loro.

La risposta è parzialmente positiva. Esiste la possibilità solo e soltanto se l’azienda si occupa di settori merceologici diversi tra di loro (ad es. produzione di materiale ferroso e poi vendita diretta di ferro). In questo caso i lavoratori saranno inquadrati con il CCNL relativo al settore merceologico al quale appartengono (produzione o vendita).

Nel caso in cui, invece, lavoratori appartenenti al medesimo settore merceologico si vedano applicati CCNL diversi tra di loro in cui uno avesse condizioni peggiori dell’altro si verificherebbe l’ipotesi di una discriminazione operata dall’imprenditore a danno di alcuni lavoratori e tale condotta risulterebbe illegittima e censurabile. 

Avv. Roberto Amati

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